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LUNGA NOTTE DI MEDEA - Globo Teatro Festival

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GLOBO TEATRO FESTIVAL
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LUNGA NOTTE DI MEDEA
Venerdì 18 Settembre 2026 ore 21.00
ARENA LEGA NAVALE - LUNGOMARE PELLARO - REGGIO CALABRIA
INGRESSO € 8

LUNGA NOTTE DI MEDEA di Corrado Alvaro Regia Americo Melchionda Con in Scena Maria Milasi (Medea), Americo Melchionda (Giasone), Kristina Mravcova (Nosside). Tra gli  interpreti in video Hal Yamanouchi  (Creonte), Chiaraluce Fiorito Maria  Marino (Donne Ammantellate) - Produzione Officine Jonike Arti Cartellone Globo Teatro Festival VII  Edizione / Officine Jonike Arti
 
Tutto succede in una “Lunga Notte”.  Ora che l’impresa dell’Argo non è che un vano ricordo echeggiato da un  malinconico canto di marinai, la prodigiosa Medea, non può più nulla per  salvare se stessa e i figli dal tradimento di Giasone e dalla crudeltà del  popolo. Chi è la leonessa che sbranerà i suoi figli per punirla di aver  profanato in passato il vello d’oro? La profezia sta per svelarsi. Mentre la  luna, “celeste vagabonda”, continua ad incalzare con il suo chiarore  annunciando una grigia alba di abbandono, tragico preludio di Morte. Da “Lunga Notte di Medea”, Officine  Jonike Arti riprende il suo percorso di ricerca sul grande scrittore  calabrese, per riscoprire, nella drammatica complessità della nostra epoca  contemporanea, la disarmante attualità, il linguaggio universale dell’opera  straordinaria di Corrado Alvaro.  All’indomani della seconda guerra mondiale, in un’Europa devastata dall’orrore,  la scrittura potente di Corrado Alvaro crea un’opera teatrale che  reinterpreta “Medea” attraverso l’estremizzazione del contrasto tra civiltà  differenti. Gli Dei hanno lasciato all’uomo la prodigiosa facoltà di “vivere  umanamente”, ma quando l’uomo se ne dimentica deturpato dall’ambizione del  potere, trascina l’umanità stessa verso la catastrofe, perdendo quel  sentimento di “pietas” che sancisce la convivenza pacifica dei popoli   e il sacro vincolo della reciproca  accoglienza. Medea scopre tutto questo in una notte, scopre sulla propria  pelle cosa significhi essere esule senza più una patria, anzi donna esule  senza più una patria né più un marito, e si chiede cosa significhi essere  civili in una società “chiusa” che si ritiene “civile” ma in cui il  “progresso” non è che la difesa dei privilegi costituiti e dei propri  confini.

 

                                            Globo Teatro Festival
                                          2025©officinejonikearti

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