I CARABINIERI UNA FARSA SULLA GUERRA
Sabato 19 Settembre ore 21:00
ARENA LEGA NAVALE - LUNGOMARE PELLARO - REGGIO CALABRIA
INGRESSO € 8
Teatro
I CARABINIERI - UNA FARSA SULLA GUERRA di Beniamino Joppolo - Regia,
luci e spazio scenico Roberto Zorn
Bonaventura Con Monia Alfieri
(Lucia), Marina Cacciola (Anna), Gianluca Cesale (Primo Carabiniere), Gerri Cucinotta (Secondo Carabiniere), Vincenzo Palmeri (Leonardo), Antonio Previti (Don Saro), Damiano Venuto (Michelangelo) Produzione Il Castello di Sancio / Teatro di
Messina - Cartellone Globo
Teatro Festival VII Edizione / Officine Jonike Arti - Uno spettacolo che ha il privilegio di riportare
in scena Beniamino Joppolo, pittore e drammaturgo italiano del 900, nato a
Messina e cresciuto nell’area dello stretto, uno degli autori italiani di
teatro più prolifici del novecento. Il carabiniere è, letteralmente, un soldato
che porta una carabina, un’arma.
Nell’opera scritta da Beniamino Joppolo i carabinieri, sinonimi di
“fucilieri” “soldati” entrano nelle case con calma, non impongono: spiegano,
decisamente ingannano per reclutare giovani alla guerra. Presentano la guerra
come un’occasione, una possibilità di riscatto, un investimento sul futuro. Le
conquiste sono garantite, le ricompense assicurate. C’è persino la firma in un
contratto. È difficile non fidarsi davanti a tanta chiarezza. La guerra qui non
è furia, è organizzazione. Ed è proprio in questa organizzazione che si annida
l’illusione: l’illusione che la violenza possa essere amministrata, che la
conquista sia un diritto, che il sacrificio abbia una logica e una ricompensa.
Joppolo costruisce un meccanismo ironico e crudele insieme. Ci fa assistere
alla nascita del consenso, al momento in cui l’assurdo si traveste da
opportunità e diventa convincente. Lo spettacolo lavora su un doppio movimento:
il sorriso che precede lo schianto, la promessa che prepara la mutilazione, la
parola che rende accettabile l’irreparabile. La guerra non ha bisogno di eroi.
Le basta un’illusione ben argomentata. E comincia sempre così. Uno spettacolo attuale, disarmante, che gioca
in equilibrio con il teatro dell’assurdo e del grottesco per affermare l’insensatezza
della guerra, la sua disumanizzazione, la sua forza distruttiva, infine la sua
inutilità.