Cells
Slovacchia 45' - Prima regionale - Spettacolo in slovacco sovratitolato in italiano
scritto, diretto e interpretato da Sláva Daubnerová frammenti di testo tratti dai diari e le note di Louise Bourgeois
visual Concept S. Daubnerová / E. Kudláč
drammaturgia di Eduard Kudláč
supporto tecnico Viliam Daubner
produzione P.A.T. piattaforma per il teatro contemporaneo
"L'esistenza
dei dolori non può essere negata. So che non posso fare nulla per
eliminarli o sopprimerli. Non posso farli sparire, sono qui per
rimanere".
(Louise Bourgeois, Cells, 1991)
La
Performance Cely/Cells è ispirata all'omonima e celebre serie di
installazioni scultoree di Louise Bourgeois (Parigi 1911- New York
2010), una delle più straordinarie rappresentanti d’arte visiva del 20 °
secolo. Cells di Louise Bourgeois è un’opera artistica creata negli
anni '80: una serie di sei celle unite e separate da raggruppamenti di
porte e finestre. Stanze delimitate da pareti - celle di acciaio da cui
si affacciano porte e finestre di vetro, prigioni senza possibilità di
fuga contenenti frammenti corporei, mobili, specchi e diversi oggetti
della vita di tutti i giorni che si trasformano in documenti - reliquia.
In Cells, Louise Bourgeois ricostruisce i ricordi dando loro una forma
fisica. "Le sculture mi permettono di rivivere la paura, conferendo
loro una forma fisica così da poterle affrontare. La paura diventa
allora una realtà gestibile. Le sculture mi permettono di rivivere il
passato, per vederlo in maniera imparziale e in proporzioni realistiche" (Louise Bourgeois).
L’ampio lavoro dell’artista Louise Bourgeois ed i suoi numerosi commenti scritti e orali (note , lettere, articoli, recensioni, poesie visive, interviste, dispense) e in particolare i suoi diari (scritti, disegnati, registrati), sono la fonte di ispirazione e di ricerca dello spettacolo. Eppure, la performance Cells non vuole essere una biografia d’artista.
È la storia di un "modello" di donna che decodifica il dolore. "Le Celle (Cells) rappresentano diversi tipi di dolore: fisico, emotivo e psicologico, il dolore mentale e intellettuale" (Luise Bourgeois) . Principio chiave dell’idea che sta alla base dello spettacolo è quello di immaginare una cella come un campo isolato, dove si svolgono storie intime. Attraverso un approccio distruttivo / ricostruttivo i traumi vengono scomposti in frammenti risolvibili e successivamente ricostruiti per consentirne il loro riconoscimento e il loro superamento.
(Louise Bourgeois, Cells, 1991)
La
Performance Cely/Cells è ispirata all'omonima e celebre serie di
installazioni scultoree di Louise Bourgeois (Parigi 1911- New York
2010), una delle più straordinarie rappresentanti d’arte visiva del 20 °
secolo. Cells di Louise Bourgeois è un’opera artistica creata negli
anni '80: una serie di sei celle unite e separate da raggruppamenti di
porte e finestre. Stanze delimitate da pareti - celle di acciaio da cui
si affacciano porte e finestre di vetro, prigioni senza possibilità di
fuga contenenti frammenti corporei, mobili, specchi e diversi oggetti
della vita di tutti i giorni che si trasformano in documenti - reliquia.
In Cells, Louise Bourgeois ricostruisce i ricordi dando loro una forma
fisica. "Le sculture mi permettono di rivivere la paura, conferendo
loro una forma fisica così da poterle affrontare. La paura diventa
allora una realtà gestibile. Le sculture mi permettono di rivivere il
passato, per vederlo in maniera imparziale e in proporzioni realistiche" (Louise Bourgeois).L’ampio lavoro dell’artista Louise Bourgeois ed i suoi numerosi commenti scritti e orali (note , lettere, articoli, recensioni, poesie visive, interviste, dispense) e in particolare i suoi diari (scritti, disegnati, registrati), sono la fonte di ispirazione e di ricerca dello spettacolo. Eppure, la performance Cells non vuole essere una biografia d’artista.
È la storia di un "modello" di donna che decodifica il dolore. "Le Celle (Cells) rappresentano diversi tipi di dolore: fisico, emotivo e psicologico, il dolore mentale e intellettuale" (Luise Bourgeois) . Principio chiave dell’idea che sta alla base dello spettacolo è quello di immaginare una cella come un campo isolato, dove si svolgono storie intime. Attraverso un approccio distruttivo / ricostruttivo i traumi vengono scomposti in frammenti risolvibili e successivamente ricostruiti per consentirne il loro riconoscimento e il loro superamento.